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mercoledì 3 settembre 2014

LA SILLABA

OGNI PAROLA E' FORMATA DA UNA O PIU' SILLABE. OGNI SILLABA E' UN'UNITA' INSCINDIBILE ECCO LE NORME  PER DIVIDERE IN SILLABE :
  • LA VOCALE INIZIALE DI UNA PAROLA SEGUITA DA CONSONANTE A-VA-RO U-NO     I-RI-DE
  • LA CONSONANTE SEMPLICE CHE PRECEDE UNA VOCALE  ME-RI-TO                  PE-RI-CO-LO
  • DUE O PIU' CONSONANTI SEGUITE DA UNA VOCALE  CI-GNO    PRE-GA-RE  MA SE LA PRIMA DELLE DUE E' UNA L,R,M,N SI UNISCE ALLA VOCALE CHE PRECEDE AL-TO        OR-GANO       AM-PLIARE
  • SE LE CONSONANTI ALL'INTERNO DELLA PAROLE SONO DOPPIE  SI DIVIDONO E UNA SI UNISCE ALLA VOCALE CHE PRECEDE E L'ALTRA A QUELLA CHE SEGUE AB-BAS-SA-RE          TER-RE-NO
  • UNA CONSONANTE POSTA TRA DUE VOCALI  FA SILLABA CON QUELLA CHE SEGUE   RE-GA-LO      E-TE-RE
  • SI TROVIAMO CQ LA C SI LEGA ALLA SILLABA PRECEDENTE E LA Q CON QUELLA CHE SEGUE      AC-QUA
  • I GRUPPI GM,CM,CN,BS,FG PRECEDUTI O SEGUITI DA VOCALE SI DIVIDONO IN DUE SILLABE    DOG-MA         AB-SIDE
  • I PREFISSI DIS, TRANS,TRAS,POS,CIS  NON SI POSSONO DIVIDERE QUINDI       CIS-AL-PINO       DIS-IM-PE-GNO
FANNO SILLABA I DITTONGHI E TRITTONGHI

SI CHIAMA DITTONGO IL GRUPPO DI DUE VOCALI
  • FORMATO DA UNA I O DA UNA U NON ACCENTATEE DA UNA DELLE ALTRE LETTERE ACCENTATE O NO     PIATTO       LAICO    POICHE'    CUORE
  • IL GRUPPO FORMAO DA UNA U E DA UNA I QUANDO NON SONO ACCENTATE O ACCENTO CADE SULLA SECONDA VOCALE FIUME     PIUMA
DUE VOCALI  NON FORMANO UN DITTONGO MA UNO IATO
  • QUANDO NESSUNA DELLE DUE E' UNA I O UNA U  PO-ETA   MA-ESTRO
  • QUANDO NELL'UNIONE DI  UNA A,E,O  CON UNA I O U SE CADE L'ACCENTO SU UNA DI QUESTE DUE    P-IO    PA-URA    BU-E
  • QUANDO ABBIAMO UNA I E UNA U E L'ACCENTO E' SULLA PRIMA  FLU-IDO  FU-I
  • QUANDO  SI TRATTA DI UNA PAROLA DERIVATA DA UNA CHE AVEVA L'ACCENTO SULLA I O U   VI-ALE        SPI-ARE
  • QUANDO  RI E RE SEGUITI DA UNA VOCALE SONO PREFISSI E QUANDO LA I E'PRECEDUTA DA CONSONANTE PIU' R O R DA SOLA RI-OT-TEN-GO    ATRI-O RI-O-NE 
SI CHIAMA TRITTONGO
  • IL GRUPPO FORMAO DA UNA I E UNA U CON LE ALTRE TRE VOCALI A-IUO-LA BUOI              SCUO-IAI




COME SI SCRIVONO LE PAROLE

UNA PAROLA SI SCRIVE CON IN TUTTE LE LETTERE MAIUSCOLE QUANDO SI TRATTA:

  • DI SIGLE      ACI      FIAT
  • DI EPITAFI     ACQUIETA IL TUO MAGNANINO DOLORE O DANTE
  • DI AVVISI PUBBLICITARI  INSEGNE DI NEGOZI
SI USA LA LETTERA MAIUSCOLA ALL'INIZIO DELLA PAROLA  IN QUESTI CASI :

  • IN PRINCIPIO DI OGNI PERIODO QUANDO C'E' UN PUNTO FERMO O PUNTO ESCLAMATIVO  E INTERROGATIVO
  • DOPO I PUNTI DI SOSPENSIONE
  • DOPO I DUE PUNTI SE SI TRATTA DI DISCORSO DIRETTO   ESEMPIO : Carlo disse : "Domani andremo a Roma"
  • NEI NOMI PROPRI DI PERSONA
  • NEI NOMI PROPRI DI CITTA,' FIUMI, MONTI, REGIONI, STATI
  • NEI NOMI DI COSE CHE SI PERSONIFICANO ESEMPIO: la Giustizia
  • NEI TITOLI DI UN LIBRO, GIORNALE , DI UNA NOVELLA, DI UN RACCONTO, DI UNA POESIA, DI UN'OPERA D'ARTE     
  • I NOMI INDICANTI TITOLI
  • I NOMI DI SOLENNITA' RELIGIOSE, CIVILI DI EPOCHE STORICHE , I SECOLI ESEMPIO : il Natale , il Rinascimento il Trecento
  • I PRONOMI SE INDICANO UNA PERSONA DI RIGUARDO O PERSONE SACRE
  • I NOMI CONUMI SE INDICANO UN ENTE UN'ISTITUZIONE   ESEMPIO : le Scuole Elementari, la Banca d'Italia
  •  I DERIVATI DA NOMI PROPRI DI LUOGO  ESEMPIO : gli Italiani, i Romagnoli   
                                

martedì 2 settembre 2014

LA STRUTTURA DELLA PAROLA

LA PAROLA COSTITUISCE L'UNITA FONDAMENTALE DELLA LINGUA. ANALIZZANDO ATTENTAMENTE LE PAROLE SI POSSONO DIVIDERE  INUNITA' PIU PICCOLE  PER ESEMPIO :

CAVALL-O
LOD-IAMO
RAGAZZ-I

-O INDICA UNA PERSONA MASCHILE SINGOLARE
-I INDICA UNA PERSONA MASCHILE PLURALE
IAMO INDICA LA II PERSONA DELL VERBO

CI SONO PAROLE FORNITE DI PIU' DI DUE ELEMENTI 

 ESEMPIO :

POVER-IN-O
POVER-ACCI-O

LE UNITA' MINIME SI CHIAMANO MONEMI.

CIASCUNA PAROLA VARIABILE E' COSTITUITA DA UN MONEMA BASE DETTO RADICE IL QUALE CONTIENE IL SIGNIFICAODELLA PAROLA

ESEMPIO :

STA-RE
STA-TO
STA-ZIONE
STA-ZIONARE

LA DESINENZA E' LAPARTE FINALE DI UNA PAROLA ED E' MUTABILE  INDICA IL GENERE E NUMERO IL MODO IL TEMPO LA PERSONA NEI VERBI.

ESEMPIO CAS-A       CAS-E
                   STA-I        STA-NNO

IL PREFISSO VIENE POSTO DAVANTI ALLA RADICE  NE MODIFICA ILSIGNIFICATO

ESEMPIO :
INSTABILE       PRESTABILIRE       AMORALE

IL SUFFISSO SEGUE LA RADICE

ESEMPIO :

VISIBILE   SONNOLENTO


ESISTONO POI PAROLE CHE ANCHE  AVENDO UN LORO PROPRIO SIGNIFICATO POSSONO FUNGERE DA PREFISSO E VENGONO CHIAMATI PREFISSOIDI

ESEMPIO : RADIOASCOLTATORE     FOTOREPORTER


UN'ALTRA CATEGORIA PARTICOLARE DI SUFFISSI E' QUELLA FORMATA DA ELEMENTI RICAVATI DA PAROLE GRECHE E LATINE CHIAMATI SUFFISOIDI


ESEMPIO :     DATTILOGRAFIA       GEOGRAFIA

IL NOME DELLE PAROLE

OGNI PAROLA HA UN SUO NOME CHE DIPENDE DALLA FUNZIONE CHE SVOLGE NEL DISCORSO  ECCO LE CATEGORIE :

NOMI, ARTICOLI, AGGETTIVI, PRONOMI, VERBI, AVVERBI, PREPOSIZIONI, CONGIUNZIONI, INTERIEZIONI.

IL NOME L'ARTICOLO L'AGGETTIVO E IL PRONOME HANNO GENERE  FEMMINILE, MASCHILE E IL NUMERO PLURALE E SINGOLARE.
IL VERBO MUTA SECONDO IL MODO, TEMPO, IL NUMERO E LA PERSONA.

IL VERBO E' IL FULCRO DI OGNI DISCORSO , INDICA L'AZIONE CHE IL SOGGETTO COMPIE O SUBISCE.
 PUO' DA SOLO FORMARE UN DISCORSO.

IL NOME CHE SPECIFICA CHI COMPIE O SUBISCE L'AZIONE ESPRESSA DAL VERBO DI SOLITO E' PRECEDUTO DALL'ARTICOLO.

L'AGGETTIVO QUALIFICA O DETERMINA IL NOME

L'AVVERBIO DETERMINA, MODIFICA O SPECIFICA IL SIGNIFICATO  DI UN VERBO DI UN AGGETTIVO O DI UN ALTRO AVVERBIO

LA PREPOSIZIONE SI METTE DAVANTI AL NOME O UN PRONOME AD UN VERBO ALL'INFINITO SERVE PER ESPRIMERE UNA RELAZIONE TRA DUE TERMINI.

IL PRONOME SOSTITUISCE IL NOME.

LA  CONGIUNZIONE UNISCE TRA LORO DUE O PIU' PAROLE.

L'INTERIEZIONE INDICA UN ESPRESSINE SPONTANEA CON LA QUALE SI MANIFESTA UN SENTIMENTO.

SEGNI E SUONI

IL SUONO DI UNA PAROLA CHE CORRISPONDE A UN FONEMA  PUO' ESSERE SCRITTO  CORRISPONDE CIOE' AD UN SEGNO UNA LETTER DETTA GRAFEMA.

I FONEMI DELLA LINGUA ITALIANA SI DIVIDONO IN VOCALI E CONSONANTI COSTITUISCONO LE LETTERE DELL'ALFABETO  IN ITALIANO SONO 21.

A -B- C-D-E-F-G-H-I-L-M-N-O-P-Q-R-S-T-U-V-Z-

A VOLTE SI AGGIUNGONO (ADESSO SEMPRE PIU'SPESSO) LETTERE DI ORIGINE STRANIERA

J-K-W-X-Y-


 DI SOLITO LE LETTERE HANNO GENERE FEMMINILE QUINDI DIREMO UNA B UNA C.

SI DIVIDONO IN
  • VOCALI LETTERE CHE PER PRONUNCIARLE NON HANNO BISOGNODI ALTRE LETTERE HANNO UN SUONO PROPRIO A-E-I-O-U-
  • CONSONANTI PER ESSERE PRONUNCIATE HANNO BISOGNO DI UNA VOCALE PER ESSERE PRONUNCIATE

PAROLE PIU' DI UN SIGNIFICATO

ESSENDO IL SISTEMA ITALIANO PIUTTOSTO COMPLESSO INFATTI ESISTONO ANCHE PAROLE USATE IN CONTESTI DIVERSI ASSUMONO SIGNIFICATI DIVERSI

FULMINE UN FULMINE SI E' ABBATTUTO SU UNA CASA
FULMINE IL CORRIDORE E' STATO UN FULMINE

ALA QUELL'UCCELLO HA L'ALA ROTTA
ALA L'ALA SINISTRA DI UNA SQUADRA DI CALCIO

OMONIMI E SINONIMI

 NELLA NOSTRA LINGUA MOLTE  SI SCRIVONO ALLO STESSO MODO, MA HANNO SIGNIFICATI DIVERSI PERCHE' HANNO UN'ETIMOLOGIA DIVERSA. QUESTE PAROLE SONO  DETTE OMONIMI (=UGUALE NOME).
POSTA  HO SPEDITO UN PACCO PER POSTA
POSTA UNA VILLA POSTA SULLA COLLINA
COLTO HO COLTO UNA ROSA
COLTO E' UN UOMO COLTO

CI SONO POI PAROLE CHE HANNO LO STESSO SIGNIFICATO, MAGARI CON QUALCHE SFUMATURA DIVERSA SONO DETTE SINONIMI.

PERDERE DI SOLITO E' PER SEMPRE
SMARRIRE PER UN CERTO PERIODO POI SI RITROVA

PERO' HANNO SOSTANZIALMENE LO STESSO SIGNIFICATO